Sinceramente non so cosa pensare. Dovendo scegliere adesso direi di essere a favore per il testamento biologico, però chi mi assicura che se un giorno dovessi capitare nella sua stessa situazione non cambierei idea? Chi mi assicura che a quel punto non vorrei rimanere in vita? Certo una vita a metà, ma pur sempre vita. Vi ricordo che Eluana apriva gli occhi al mattino e li chiudeva alla sera. E mi pare di aver capito che era semplicemente alimentata da un sondino, senza nessun accanimento terapeutico. Inoltre non era il padre a prendersi cura di lei, ma bensì delle suore volontarie, lui la andava a trovare ogni tanto. Insomma si tratta sempre di una persona che decide della vita di un'altra. Che sia il padre, la madre, il nonno o lo stato si decide se ammazzare o no una persona che non è in grado di dire la sua. Inoltre risvegliarsi da uno stato vegetativo è sempre possibile dicono i medici. Poi col passare del tempo le probabilità diminuiscono e dopo 17 anni è quasi impossibile, però rimane sempre quella piccola probabilità. E sono d'accordo con Frank: far morire di fame e di sete è, secondo me, la peggiore scelta che si possa fare. Mi sembra una cosa fatta giusto per "non sporcarsi le mani".
Insomma sono a favore del testamento biologico, però con delle clausole molto strette da imporre agli altri. Insomma se non si è di peso alla famiglia grazie a delle strutture specializzate (la butto lì) e sapendo che è possibile risvegliarsi, perchè non vivere?