Recensione – Far Cry 3

1
39

Introduzione

Far Cry 3 sfondo

Il tempo vola, letteralmente. Sembra ieri che ce ne andavamo allegramente in giro per la selvaggia Africa di Far Cry 2 divertendoci a far scaricare di gas il lanciafiamme solo per il puro gusto di vedere in azione il motore grafico Dunia con la sua, tuttora primatista nel mondo dei videogiochi, propagazione realistica delle fiamme. Vedere interi tratti di giungla spazzati via da spettacolari incendi, mentre si ascoltava il dolce suono dello scoppiettio delle scintille (chi vi parla nasce un po’ piromane, non fateci caso), quando tutto magari si originava da una semplice foglia che lentamente iniziava a bruciare dando poi il via ad una reazione a catena credibile e sicuramente molto bella da vedere (anche se poi all’atto pratico era fine a se stessa)…beh tutto ciò era senza prezzo. Sembra ieri pure che, mentre ci divertivamo a scatenare questi piccoli roghi, d’improvviso ci si imbatteva nei frequenti posti di blocco nemici e si iniziava a fare fuoco col fedele AK-47 per vedere lo stesso bloccarsi improvvisamente, col nostro alter-ego imbottito di pillole anti-malaria che iniziava quindi a smanettare con l’otturatore per sbloccarlo e poter riprendere a sparare. Più un complesso sistema meteorologico variabile che comprendeva pioggia, vento ed il ciclo giorno/notte, nonché alcune chicche come la possibilità di estrarre “a crudo” pallottole e schegge dai propri arti oppure di riparare al volo i veicoli danneggiati. Sembra ieri, e invece sono passati già quattro anni dall’uscita di Far Cry 2, un capitolo che con tutte queste evoluzioni e, soprattutto, rivoluzioni per il genere Sparatutto, si è decisamente distinto rispetto all’originale Far Cry, uscito a sua volta otto anni orsono, pubblicato sì da Ubisoft ma sviluppato da Crytek, che oggi come sappiamo ha fatto fortuna con Crysis. Il Dunia Engine e l’ambientazione tropicale sono ciò che lega ancora in qualche modo il vecchio Far Cry di Crytek, all’epoca vero e proprio gioiello tecnologico mosso dal CryEngine, a questo Far Cry 3 di Ubisoft Montreal. Quest’ultima infatti deciso di adottare una versione parecchio modificata del CryEngine, ideata a suo tempo da uno sviluppatore di Crytek, e di farne quello che nel frattempo è divenuto il Dunia Engine 2, forse uno dei migliori middleware dell’attuale generazione insieme allo stesso CryEngine 3 e al Frostbite 2, anche se troppo poco sfruttato (a parte Far Cry 2, l’unico altro gioco sviluppato col Dunia è James Cameron’s Avatar: The Game). E’ con queste premesse che nasce Far Cry 3, che per Ubisoft Montreal ed in particolare per il produttore esecutivo Dan Hay rappresenta una grande scommessa che punta tutto su una libertà d’azione ancora più grande, un open world ancora più vivo e dinamico e una trama tutta basata sulla follia della psiche umana, sorretta da un cast di personaggi iconici come l’antagonista Vaas.