Google Translate insidiato da DeepL: provare per credere

DeepL è un sito gratuito che permette di tradurre testi grazie a reti neurali e deep learning

Google Translate, il noto servizio di traduzione gratuita ideato dal colosso di Mountain View, potrebbe essere presto spodestato dalla sua posizione di rilievo tra i traduttori web gratuiti. Pochi giorni fa è stato infatti presentato il nuovo servizio online DeepL (link) che permetterà, a detta degli ideatori, di avere traduzioni automatiche impareggiabili grazie all’utilizzo di neti neurali e deep learning (apprendimento automatico).

Nei vari test eseguiti, che hanno messo a confronto DeepL con sistemi analoghi (in particolare con Google Translate), i traduttori hanno preferito i risultati di DeepL sia dal punto di vista della velocità che della precizione nella traduzione.

“Abbiamo ottenuto dei miglioramenti notevoli nell’architettura delle reti neurali,” spiega Gereon Frahling, fondatore e amministratore delegato. “Disponendo i neuroni e le loro connessioni in modo diverso, abbiamo permesso alle nostre reti di mappare il linguaggio naturale in modo più completo rispetto a qualsiasi altra rete neurale fino ad oggi.”

La rivoluzionaria architettura neurale di DeepL si avvale della potenza di un supercomputer in Islanda, con una capacità di 5,1 petaFLOPS (5 100 000 000 000 000 di operazioni al secondo), sufficienti a tradurre un milione di parole in meno di un secondo. “Grazie all’abbondante disponibilità di energie rinnovabili, possiamo addestrare le nostre reti neurali in Islanda in maniera efficiente sotto il profilo dei costi. Continueremo a investire nell’hardware ad alte prestazioni.” spiega il direttore tecnico Jaroslaw Kutylowski.

DeepL supporta al momento 42 combinazioni linguistiche, tra queste Italiano, Inglese, Tedesco, Francese, Spagnolo, Olandese e Polacco. Le combinazioni mancanti verranno presto inserite (le reti neurali si stanno infatti “allenando” al fine di offire risultati corretti e precisi).

Gli ideatori di DeepL hanno inoltre confermato di essere a lavoro su un set di API che permetterà di integrare questo servizio in assistenti digitali, dizionari, app per l’apprendimento delle lingue e programmi di traduzione professionali.

Vediamo a questo punto il colosso di Mountain View come reagirà e se offrirà anche lui una maggiore precisione e qualità per Google Translate.