Project Shield, Piston, OUYA…è questo il futuro del gaming casalingo e mobile?

Con l’inaugurazione dell’edizione 2013 dell’International Consumer Electronics Show (CES), in atto dalla giornata di oggi presso il Las Vegas Convention Center, sono prevedibilmente venute a galla con presentazioni ufficiali quelle che fino a ieri erano state speculazioni, comunque molto verosimili. In particolare ci riferiamo a quelle che vengono “frettolosamente” chiamate Console ma che a tutti gli effetti sono dei mini-PC portatili o PC da salotto (come OUYA e Piston) e dispositivi di gaming ed intrattenimento mobile estremamente potenti e versatili (come Project SHIELD).

OUYA in realtà non c’entra niente col CES, essendo già stata mostrata ufficiosamente qualche giorno fa, ma rientra comunque nel discorso che vogliamo intraprendere. Si tratta di una console Android completamente modificabile sia lato software, sia lato hardware, la prima a supportare titoli free-to-play e ad essere aperta all’hacking – gli sviluppatori, che sono risuciti a crearla grazie al finanziamento chiesto tramite il sito Kickstarter, consigliano anzi di “hackerare” la piccola console per tirarne fuori il vero potenziale. La si può definire console in virtù del fatto che è dotata di un controller in piena regola. OUYA, l’avrete capito, ha sicuramente dei caratteri che la contraddistinguono da qualunque altro prodotto di questo genere, tuttavia non ci può interessare per almeno due motivi: ha delle caratteristiche tecniche già “vecchie” e per il momento ne è stata confermata la commercializzazione nei soli Stati Uniti (a partire dal mese di Marzo), ad un prezzo comunque accattivante di 99 dollari. La dotazione in particolare è già “vecchia” poiché ad esempio sfrutta un processore Nvidia Tegra 3, laddove l’appena annunciata Project Shield della stessa Nvidia sfrutta un Tegra 4, sempre su sistema operativo Andorid; per non parlare della misera porta USB 2.0, che non può reggere il confronto con le otto porte di cui è dotata invece Piston, ovvero la Steam Box di Valve, di cui 4 USB 2.0 e 4 USB 3.0.

Ecco, proprio questi ultimi due dispositivi (Shield e Piston) sono stati svelati entrambi in mattinata al CES 2013, ed è decisamente su questi che si possono cominciare a “piazzare le scommesse” sul futuro del Gaming casalingo e, soprattutto, Mobile, ma anche dell’intero settore dell’home-entertainment. Sul progetto di Nvidia in particolare vorremmo soffermarci maggiormente per ovvi motivi (il Tegra 4 è il processore mobile più veloce al mondo), ma prima di farlo diamo un’occhiata veloce a quella che pare essere finalmente la tanto chiacchierata “Steam Box” cui si vociferava Valve stesse lavorando da tempo, nome in codice Piston.

Xi3 Piston - Valve Steam Box

Piston non è altro che un mini-PC nato da un’apparente collaborazione fra il produttore di PC Xi3, noto per questa tipologia di prodotti ultra-compatti, e Valve, la software-house di Bellevue (Washington) creatrice di serie come Half-Life, Counter-Strike e Portal e proprietaria del più grande negozio digitale di videogiochi al mondo, alias Steam. L’idea sarebbe quella di offrire la potenza di un PC fisso di fascia media in uno chassis piccolissimo somigliante ad un cubo ed estremamente versatile, da collegare ovviamente ad un televisore Full HD per godersi presumibilmente tutti i giochi del catalogo Steam stando comodamente seduti sul divano invece che sulla scrivania. In realtà occore fare almeno due precisazioni: prima di tutto, Xi3 ha parlato di Valve come semplice “investitore” del progetto Piston, dunque non si può propriamente affermare che questo “PC-Cubo” sia la console Steam Box di cui si era parlato fino ad oggi – che peraltro avrebbe dovuto avere anche un controller proprietario, in quanto tale; in secondo luogo, si dice che questo prodotto sarà basato su sistema operativo Linux, dunque ciò preclude già la possibilità di avere tutti i videogiochi disponibili su Steam, con in più la “seccatura” di doversi procurare un controller con un adattore USB per poter effettivamente usufruire di questo PC come una specie di mini-console, sebbene sia fatto apposta per attarci anche una tastiera.

La dotazione hardware di Piston poi, non sembra essere esattamente quella di un PC di fascia high-end; entrando nel dettaglio, Richard Leadbetter di Digital Foundry ha condotto una ricerca per conto di Eurogamer, riportando che da quel poco che si è potuto evincere pare proprio che Piston sia un PC basato sull’architettura Fusion, ovvero l’APU (Accelerated Processing Unit) di AMD che in un unico strato di silicio monta insieme una CPU quad-core ed una GPU entry-level; beh, tutto ciò renderebbe la famigerata Steam Box a questo punto meno “rivoluzionaria” (almeno dal punto di vista grafico) di quanto ci si aspettasse. Fatto sta che ufficialmente Piston è nato per poter usufruire di Steam, e del suo nuovo servizio Big Picture, su una TV invece che su un semplice monitor. Di seguito le specifiche tecniche:

  • Processore quad-core 64-bit con architettura x86 e processo produttivo di 32nm che gira ad una frequenza di 3,2GHz (con 4MB di Cache L2)
  • Processore grafico integrato (GPU) che contiene fino a 384 core grafici programmabili (o shader)
  • Da 4 fino a 8 GB di RAM DDR3
  • Da 64GB fino a 1TB di memoria interna a stato solido (SSD)
  • Tre display-port che supportano fino a 4096×2160 pixel di risoluzione (inclusa una DisplayPort/HDMI v1.2 e due Mini-DisplayPort v1.2)
  • Quattro porte eSATAp 3.0
  • Quattro porte USB 3.0
  • Quattro porte USB 2.0
  • Una porta Ethernet
  • Tre porte audio (due in/out e una ottica SPDIF)

La vera novità di Piston è il modo in cui è costruito: si tratta di tre “strati”, tre piccole schede o motherboard montate quasi ad incastro una sull’altra, come fossero dei Lego: su di una alloggiano processore e RAM, su un’altra la grafica e l’alimentazione e su un’altra ancora le porte I/O o altre porte di connettività speciali. A detta della stessa Xi3, Piston è concepito per permettere all’utente di smontarlo facilmente per poter effettuare un upgrade del processore e/o delle RAM. A farci tornare coi piedi per terra però sono i prezzi di altri prodotti Xi3 somiglianti in tutto e per tutto a Piston; si parla addirittura di 1100 dollari per il modello di punta X7A, che può montare sia Linux, sia Windows 8, sia Unix, e ben 499 dollari per il modello X5A, basato invece su Linux. Insomma, il prezzo potenzialmente troppo alto potrebbe essere il tallone d’Achille di Piston. Di seguito un video che vi aiuterà a capire meglio la filosfia dietro questo prodotto:

Dulcis in fundo possiamo parlare dell’ultima trovata di Nvidia, il tentativo del colosso di Santa Clara di entrare di prepotenza nel mercato Mobile ma di farlo con un prodotto che promette di superare tutti gli altri in quanto a potenza e tecnologia. Il CEO e presidente della compagnia, Jen-Hsun Huang, afferma infatti che ci sono voluti cinque anni di lavoro agli ingegneri Nvidia per arrivare a questo handheld, questo rivoluzionario dispositivo portatile chiamato Project Shield pensato fondamentalmente per portare la potenza di un PC high-end in quello che notoriamente è un settore dove non si è mai potuti eccedere in tal senso per un solo, grosso limite: le batterie. Nvidia ha pensato bene di rimediare alla cosa con delle unità d’alimentazione (modo elegante per non ripetere “batterie”) che offrono una potenza di 38 Wattora e garantiscono un utilizzo prolungato del dispositivo per ore e ore. Si parla di 5-10 ore di gameplay ininterrotto e si arriva a ben 24 ore di visone di filmati in Full HD. A questo proposito, Shield risulta essere non solo il dispositio mobile più potente al mondo, grazie al nuovo processore Tegra 4 che integra al suo interno una GPU da 72 core e una CPU ARM A15 quad-core, ma anche il primo a permettere la visione dei contenuti su un monitor 4K, ovvero sui nuovi televisori con risoluzione cosiddetta Ultra HD (3840×2160 pixel). Tutto questo ovviamente a parole, ma per vederlo concretizzarsi nei fatti bisognerà attendere fino all’uscita (ancora indefinita, così come il prezzo).

Anche Shield, come OUYA, è basato su sistema operativo Android, ma qui a differenza di Piston e della stessa OUYA non sembra si possano operare degli upgrade a livello hardware a nostro piacemento. Per il resto, anche Shield dà l’accesso al Google Play Store e dunque, proprio come i recenti smartphone, permette di acquistare giochi e musica e di riprodurre video in Full HD. Come se non bastasse, e in modo identico a quanto permette di fare Piston, anche Shield dà libero accesso allo Steam Store e alla sua modalità Big Picture. Shield di fatto è una sorta di smartphone ultra-potente che contestualmente dà l’accesso alle applicazioni che fino ad oggi abbiamo visto girare solo sui nostri PC. Il che significa che lo si potrà portare comodamente in giro (sta nel palmo di una mano come OUYA e Piston, anche se è leggermente più ingombrante) e, grazie al controller integrato – indubbiamente ispirato a quello della Xbox 360 – e al display LCD touch da 5 pollici con risoluzione 1280×720 pixel, rappresenta di fatto una console portatile simile al Nintendo DS per il concept ma dannatamente più potente e versatile.

NVIDIA Project Shield

Tra le altre cose, Shield ha un suo impianto audio che a detta di Nvidia riproduce un suono imponente grazie ad una particolare tecnologia denominata Custom Bass Reflex System, mentre il controller mette a disposizione gli stessi identici comandi di quello della Xbox 360, come detto poc’anzi, compresi i tasti A, B, Y, X, due analogici, un d-pad, quattro dorsali e al centro cinque pulsanti fra cui lo start, lo “shield” (quello col simbolo Nvidia che corrisponde al tasto “guida” della 360), pulsante audio, pulsante home e pulsante back. Ultima, ma assolutamente non meno importante (tutt’altro), la possibilità di utilizzare Shield come periferica per la riproduzione in remoto dei videogiochi installati sul nostro PC, a patto che quest’ultimo monti una scheda video GeForce GTX con architettura “Kepler”. Funziona tutto tramite un codificatore che Nvidia ha pensato bene di inserire direttamente all’interno dell’hardware della portatile, la quale sfruttando il noto codec video h.264 riesce ad effettuare lo streaming sul piccolo schermo agendo a livello di driver e non andando dunque ad impattare sulle prestazioni della CPU. In pratica, ovviamente tramite connessione Wi-Fi, quello che avviene è che Shield decodifica lo streaming proveniente dal PC ed invia a quest’ultimo un imput tramite il controller integrato, mettendo su quella che a tutti gli effetti risulta una piacevolmente rivoluzionaria rete cloud casalinga, che a differenza delle altre garantisce molta più stabilità nella connessione e quindi anche una maggiore fedeltà grafica.

Se è veramente questo il futuro del gaming su piattaforme Mobile, ben venga diciamo noi. A patto di mantenere determinate promesse e soprattutto di rimanere quanto più possibile bassi coi prezzi. Se Valve, Nvidia e altre importanti aziende del settore intendono fondere il gaming PC con quello Mobile non c’è alcun problema, purché il tutto non si riduca alla fine ad una bolla di sapone. E voi? Siete dello stesso avviso? Eccitati, indifferenti o magari contrari a tutto questo? Fatecelo sapere a gran voce! Intanto vi lasciamo col filmato di presentazione di Project Shield al CES 2013.